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Coronavirus, in Puglia tardano a partire le unità speciali. Molti medici hanno rinunciato

Puglia – Due settimane fa la notiza: le unità speciali di continuità assistenziale, le USCA, squadre di medici e operatori sanitari, sono pronte ad entrare in azione sul territorio pugliese per l’assistenza a domicilio dei malati di Covid che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.

Ad oggi, però, le unità speciali tardano a partire. Cosa è andato storto? A dare una spiegazione è il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, chiamato ad aggiornare la III Commissione consiliare pugliese sullo stato della sanità della Puglia in questa Fase 2.

“Spegnere e riaccendere il motore di una macchina delicata come quello che alimenta la sanità non è mai capitato a nessuno in Italia e nel mondo . E’ una situazione unica e priva di precedenti ed il modello organizzativo è tutto da costruire, si forgerà giorno per giorno”, ha dichiarato Montanaro.

Montanaro ha inoltre dichiarato le difficoltà di avvio del servizio delle USCA per la rinuncia di diversi medici di continuità assistenziale chiamati su base volontaria ad entrare a far parte delle unità speciali pugliesi.

“Le USCA non sono ancora partite perché molti medici hanno rinunciato”, ha dichiarato il direttore del Dipartimento Salute Montanaro.

Ora con i sindacati pugliesi si cercherà di reperire volontari anche tra i medici specialisti ambulatoriali esterni.

Fonte: trnews.it

Redazione

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