Attualità

Coronavirus: primo caso positivo ad Ordona

Durante la mattinata della giornata di ieri, Lunedì 4 Maggio 2020, è stato accertato il primo caso di positività al Coronavirus in un residente di Ordona, il piccolo centro abitato della provincia di Foggia, Comune dei Cinque Reali Siti.

Il soggetto, la cui identità sarà preservata per motivi di privacy, è un medico del Presidio Ospedaliero “Giuseppe Tatarella”, azienda ospedaliera di Cerignola, facente parte dell’ASL di Foggia.

Il medico operativo presso il reparto di Nefrologia e Dialisi del nosocomio, è asintomatico e non ha, pertanto, alcun sintomo e segno clinico di malattia.
Nonostante tutte le misure di prevenzione adottate e dispositivi di protezione individuale (Dpi) utilizzati e che sono stati destinati al personale sanitario dell’Ospedale, ad ora, il caso di Ordona, seppur, ribadiamo, del tutto asintomatico, risulterebbe il terzo caso di soggetto positivo al Coronavirus, riscontrato tra i dipendenti del medesimo Ospedale di Cerignola, residenti tuttavia in comuni diversi


Il medico nefrologo, che ha lavorato alle prese con l’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19 per l’intera durata della Fase 1, è stato, pertanto, posto in isolamento quarantenario obbligatorio, per una durata complessiva di 15 giorni, presso il proprio domicilio, che è stato esteso automaticamente anche ai suoi conviventi.

L’infezione da SARS-CoV-2, il nome dato al nuovo Coronavirus, responsabile della COVID-19, sembrerebbe, perciò, con buone probabilità essere di natura nosocomiale, ovvero acquisita in Ospedale, proprio cioè durante il periodo dello stato di emergenza. Emergenza che, nonostante sia da poco inziata la “Fase 2”, non si è, dunque, ancora estinta.

L’ambiguità dell’accaduto risiede nelle modalità con cui il nefrologo sarebbe venuto a conoscenza di essere esso stesso portatore di contagio.

Dopo aver lavorato continuativamente a Cerignola e aver combattuto questa battaglia nel suo Sud, al fianco delle comunità locali per fronteggiare l’emergenza, partecipa questa volta ad un bando pubblicato in Aprile dalla Protezione Civile per mettersi a disposizione come medico volontario, in sostegno delle zone del Nord più colpite dal Coronavirus.

Lo scopo del bando era quello di reclutare personale medico-sanitario per rafforzare il sistema di assistenza sanitaria per contrastare l’epidemia, per integrare la task force già operativa sul campo con altri 500 medici provenienti da ogni parte d’Italia da poter inviare nei territori con le maggiori criticità sanitarie.

Recatosi a Roma, in data 3 Maggio, per il briefing con il Dipartimento della Protezione Civile, per l’impartimento di specifici ordini operativi, viene sottoposto al tampone rinofaringe per l’esecuzione delle normali procedure di profilassi da malattie infettive, che nel caso del Covid-19 consistono nel prelievo di una piccola quantità di secrezioni dalle principali vie respiratorie, secrezioni salivari e secrezioni nasali, lì proprio dove la carica virale sembra essere maggiore.

Il giorno dopo, prima di salire a bordo di un aereo militare diretto a Milano, adibito al trasporto del team di medici ed operatori sanitari, gli sono stati comunicati i risultati del test diagnostico per la rilevazione della presenza del Coronavirus ed è stato, pertanto, riaccompagnato a casa.

Il medico si dichiara molto dispiaciuto perché, come tanti altri medici, avrebbe voluto apportare il suo contributo agli Ospedali del Nord, allo scopo di sostenere altre strutture sanitarie in Italia anti-Covid, e al contempo contrastare ed affrontare la diffusione del virus.

Al momento sono in corso d’opera tutte le verifiche da parte della ASL per l’individuazione di tutte le persone, di Ordona e non, che nonostante le norme di distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine, sarebbero entrate in contatto con il singolo caso risultato positivo, che, lo ripetiamo, riferisce di non aver avuto alcun sintomo.

Nel frattempo, fanno sapere dall’amministrazione Comunale di Ordona che il personale amministrativo si è messo in quarantena fiduciaria, ovvero tutti coloro i quali negli ultimi 14 giorni hanno interagito di persona con il sudetto contagiato e che, quindi, potrebbero rappresentare veicolo di contagio anche per altri.
Il medico spera quanto prima di “negativizzarsi” e di ritornare presto alla sua normale quotidianità.

Il paziente asintomatico in generale si “negativizza” nel momento in cui risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.

Per il soggetto asintomatico, infatti, è opportuno ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. 

Fonte: Intervista telematica al soggetto direttamente interessato, risultato positivo al Coronavirus. Altre fonti: “Governo italiano, Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Noemi Di Leva

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