Confindustria Foggia sulle dimissioni di Episcopo: “Evitare il commissariamento, la città ha bisogno di una guida forte e autorevole”

FOGGIA – Confindustria Foggia interviene dopo le dimissioni della sindaca Maria Aida Episcopo, esprimendo comprensione per una scelta definita “complessa e sofferta” e lanciando un appello alla politica affinché eviti un nuovo periodo di commissariamento per il capoluogo.
Il presidente Potito Salatto riconosce alla prima cittadina «dedizione e impegno» nello svolgimento di un incarico particolarmente difficile, sottolineando come il sostegno politico nei suoi confronti sia progressivamente venuto meno proprio da parte delle forze che ne avevano sostenuto la candidatura.
Secondo Confindustria, la crisi impone una riflessione sulle scelte compiute dal cosiddetto campo largo e sulla capacità di individuare figure in grado di affrontare le complessità amministrative di una città reduce da anni difficili e da una precedente gestione commissariale.
Pur evidenziando le qualità personali della sindaca, Salatto osserva che Foggia avrebbe avuto bisogno anche di una leadership politica forte, capace di incidere sulla macchina amministrativa e di imprimere una reale svolta. «In molti settori strategici della vita cittadina – afferma – abbiamo assistito a una sostanziale paralisi».
L’associazione degli industriali chiede inoltre di archiviare la stagione delle candidature frutto di accordi e logiche di partito decise lontano dal territorio. «Siamo stanchi che il futuro di Foggia venga deciso a Bari o a Roma», sostiene Salatto, invitando le forze politiche ad ascoltare cittadini, associazioni e mondo produttivo.
L’appello è rivolto sia alla maggioranza sia all’opposizione: servono candidature autorevoli, competenti e dotate di capacità amministrativa e leadership, in grado di guidare un autentico processo di rinnovamento della città.
Infine, Confindustria Foggia rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e con l’Università per costruire percorsi condivisi di sviluppo e crescita del territorio, auspicando che la crisi politica possa trasformarsi in un’occasione di rilancio per il capoluogo.

