Confindustria Foggia: “Comuni sempre più deboli, a rischio imprese e sviluppo del territorio”

FOGGIA – L’allarme arriva da Confindustria Foggia, che denuncia il progressivo indebolimento economico dei Comuni del Sud e le possibili ricadute su imprese, investimenti e crescita del territorio. Secondo il presidente Potito Salatto, la provincia di Foggia continua a registrare un peggioramento della tenuta economico-sociale, aggravato dal calo demografico e dalla fuga dei giovani, fenomeni che colpiscono in particolare i Monti Dauni.

“Negli ultimi dieci anni Foggia ha perso circa 10mila residenti – sottolinea Salatto – mentre le aree interne vivono uno spopolamento ormai strutturale”. Per Confindustria, i tentativi di riequilibrio della spesa pubblica avviati negli ultimi anni non sarebbero stati sufficienti. A sostenere il territorio, secondo l’associazione degli industriali, sono soprattutto gli investimenti industriali, favoriti da strumenti come la ZES Unica e dalle misure di decontribuzione fiscale per le imprese.

L’associazione evidenzia inoltre le difficoltà dei Comuni nel reperire risorse statali per garantire servizi e rispondere ai bisogni dei cittadini, denunciando la riduzione del Fondo di solidarietà comunale e le persistenti diseguaglianze territoriali tra Nord e Sud. Secondo i dati richiamati da Confindustria, circa il 60% degli indicatori del Bes (Benessere equo e sostenibile) della Capitanata si colloca nelle fasce basse o medio-basse. Nonostante le criticità, Salatto intravede margini di rilancio per il Mezzogiorno, citando la crescita del valore aggiunto registrata nel 2025 dalla provincia di Foggia. “Le imprese possono continuare a fare la loro parte – conclude il presidente di Confindustria Foggia – ma senza un adeguato sostegno dello Stato il rischio è quello di compromettere la ripresa degli investimenti pubblici e privati nel Sud”.

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