I borghi autentici dei Monti Dauni si trasformano in una grande produzione cinematografica. Al via le riprese di “Guardo e ascolto”, un docufilm ambizioso che vede protagonisti i giovani del territorio, chiamati a raccontare la propria terra attraverso lenti nuove e linguaggi digitali.

L’iniziativa, curata dall’associazione “L’isola che c’è APS”, rientra nel prestigioso Piano nazionale cinema e immagini per la scuola, promosso dai Ministeri dell’istruzione e della cultura. L’obiettivo è chiaro: trasformare gli studenti da semplici spettatori passivi a creatori consapevoli di contenuti.

Non una sola location, ma un mosaico di bellezza che abbraccia l’intero subappennino. Le riprese coinvolgeranno: Accadia, Anzano di Puglia e Sant’Agata di Puglia; Monteleone di Puglia, Troia e Orsara di Puglia; Faeto e Castelluccio Valmaggiore.
In questo “set diffuso”, gli studenti di diversi istituti (dall’Omnicomprensivo Martin Luther King al Liceo Marconi, passando per l’IPSIA Frassati, l’IC Virgilio-Salandra e la scuola dell’infanzia Ripandelli) sono impegnati non solo davanti alla macchina da presa, ma anche nel ruolo di registi, autori e narratori.

Il cuore del docufilm è il processo creativo: i ragazzi stanno sperimentando la realizzazione di video-reel, rompendo gli schemi tradizionali della produzione per esplorare linguaggi più vicini alla loro generazione. Attraverso interviste a docenti, alunni e rappresentanti delle istituzioni, “Guardo e ascolto” porterà alla luce una riflessione profonda sul legame tra giovani, tecnologia e valorizzazione dei beni comuni.

“Guardo e ascolto non è solo un documentario, ma un percorso di cittadinanza attiva”, ha dichiarato Benito Quaglia, coordinatore del progetto. “Vogliamo costruire una nuova narrazione dei Monti Dauni, fatta di identità e futuro. Il progetto prepara gli alunni a un approccio critico ai social: non più consumatori, ma autori responsabili capaci di raccontare il territorio con profondità”.

Il risultato finale sarà un racconto corale, un’opera che mette in luce la capacità delle nuove generazioni di reinterpretare il reale e dare nuova linfa alle radici della nostra provincia.
