FOGGIA – La Procura di Foggia ha domandato l’archiviazione dell’indagine sull’incidente del 5 novembre 2022 nei pressi di Apricena, in cui perse la vita l’equipaggio dell’Alidaunia e una famiglia slovena. A bordo del velivolo partito dalle Isole Tremiti e diretto a Foggia c’erano il pilota Luigi Ippolito, il co-pilota Andrea Nardelli, il medico del 118 Maurizio De Girolamo e i quattro membri della famiglia Rigler–Curk: Bostihan, Mateia e i due figli, Jon e Liza.
L’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo ha stabilito che la caduta dell’elicottero fu determinata soprattutto dalle condizioni meteorologiche avverse — vento molto forte e fitta nebbia — e dal fatto che il radar altimetrico segnalò la prossimità del terreno solo tre secondi e mezzo prima dell’impatto. Non sono emersi né errori umani né guasti al velivolo: l’elicottero era conforme alle norme e correttamente manutenuto.
Sebbene l’apparecchio non disponesse di alcune tecnologie avanzate, la relazione dell’ANSV (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) ha rilevato che la normativa attuale non obbliga elicotteri di questa categoria a montare dispositivi come il TAWS, che in uno scenario del genere avrebbe potuto fare la differenza.
In conclusione, per la Procura il disastro è stato il risultato di una combinazione di fattori concomitanti. Ora spetterà al gip del Tribunale di Foggia valutare la richiesta di archiviazione, mentre resta da capire se i familiari delle vittime intendano presentare opposizione.
