Cerignola, scontro al vertice: Bonito frena sulle dimissioni, Ditommaso va avanti. Nodo via Candela

Dopo le parole a Rete 4 e il documento di sconfessione non firmato dalla maggioranza, il sindaco fa marcia indietro. La Presidente del Consiglio: "Mai discussa in maggioranza la linea sull'accampamento"

Giornata di alta tensione a Palazzo Città a Cerignola. Quella che doveva essere una seduta di routine si è trasformata in un confronto aperto tra le due massime cariche cittadine, con dimissioni prima ventilate e poi congelate.

Al centro, il caso dell’insediamento di via Candela e l’intervista del sindaco Francesco Bonito a Fuori dal Coro. Un’intervista che ha generato malumori interni, culminati nella presa di posizione della Presidente del Consiglio Sabina Ditommaso.

Secondo quanto ricostruito, Bonito avrebbe chiesto alla sua maggioranza di firmare un atto politico per sconfessare pubblicamente le dichiarazioni della Presidente. Le adesioni non sarebbero arrivate, facendo salire la tensione fino al vertice di ieri sera, quando il primo cittadino avrebbe annunciato ai suoi l’intenzione di lasciare.

Stamattina i toni si sono abbassati, ma il nodo politico resta.

Ditommaso rivendica la legittimità della sua posizione: “Sulla tendopoli di via Candela non c’è stata alcuna condivisione con la maggioranza. Non c’è stato un tavolo, un confronto corale. Se una decisione c’è stata, è passata dagli uffici, non dalla politica“.

La Presidente difende poi il suo diritto di intervento: “Non alimenterò polemiche strumentali su un principio che è intoccabile, il diritto di esprimere la propria opinione, garantito dalla Costituzione. Ho sempre parlato con rispetto, ma dirò sempre ciò che penso sia vero”.

Infine, una stoccata distensiva: “Registro con favore che oggi il sindaco ha usato toni più equilibrati rispetto a quelli sentiti domenica sera in tv a Fuori dal Coro. Così sono più consoni al ruolo che ricopriamo e più condivisibili”.

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