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“Riapriamo tutto”: a Cerignola baristi, ristoratori e parrucchieri scendono in piazza

Cerignola Parrucchieri, baristi e ristoratori sono scesi in piazza, questa mattina, a Cerignola, per chiedere l’apertura immediata e totale delle attività nel rispetto delle misure di sicurezza.

Non è nemmeno iniziata la Fase 2 che le categorie più colpite dai decreti anti-Coronavirus si proiettano già a giugno, quando è prevista l’apertura completa degli esercizi commerciali.

Una delegazione di circa 30 lavoratori ha presidiato Palazzo di Città con un sit in pacifico: cartelli e striscione per esprimere disappunto e raccontare le difficoltà a cui l’emergenza sanitaria li ha sottoposti.

“Ho aperto da poco, con lo stop ho avuto difficoltà a pagare l’affitto e di tutta risposta il titolare mi ha mandato una lettera tramite il suo legale. Così è difficile”, racconta un barista.

Nei giorni scorsi il governatore Michele Emiliano ha disposto l’apertura parziale dei bar per attività d’asporto: “Serve a poco, i clienti così non vengono.

E poi, si crea più assembramento nei distributori automatici rispetto a quanto se ne potrebbe creare nei bar, perché noi – dicono – potremmo controllare i flussi di persone”.

Sulla stessa scia ristoratori e, soprattutto, parrucchieri: “Fino a giugno moriremo di fame. Noi paghiamo anche un fenomeno legato a chi lavora in clandestinità. C’è gente con i capelli in ordine: chi glieli taglia? Qualcuno a domicilio?”, s’interrogano i lavoratori.

“Ovviamente se dovessimo riaprire tutto sarà fatto a tutela nostra e dei clienti, con il massimo rispetto delle prescrizioni.

Molti di noi hanno già fatto investimenti per sanificare, ad esempio, non ci tiriamo di certo indietro se si tratta di tutelare la salute”, dicono i lavoratori.

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