Cultura e territorio

Il “Cristo Morto”, opera del cerignolano Daddario: dal restauro alla pittura

Il “Cristo Morto” è un’opera pittorica di Francesco Daddario, restauratore professionista cerignolano, che dopo essere stato assiduamente e meticolosamente attivo nei lavori di restauro di una scultura lignea del 700′, ispirato, decide di dare vita ad un’opera tutta sua e di farne un dipinto.

Dedito alla disciplina scientifica del restauro, Daddario “ruba” le tecniche antiche dei grandi maestri, eseguendo uno studio attento delle opere su cui lavora.

Dopo aver lavorato a diretto e stretto contatto con la scultura, il restauratore volle ad un certo punto rappresentarla su tela, realizzando un’immagine alquanto suggestiva per l’osservatore.

“Cristo Morto”, dipinto ad olio su cartoncino telato (50×70), nel 2020.
Crediti foto: Francesco Daddario

La raffigurazione, che segue il favore di varie tecniche pittoriche, si mostra ricca espressione dello stato emozionale che l’opera scultorea è riuscita a scaturire nell’artista foggiano, durante il restauro, eseguito nel 2019 sotto la piena supervizione ed alta sorveglianza della “Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia”, preposta alla tutela in materia di beni storici, artistici e non solo.

I lavori di restauro sono stati seguiti dal Funzionario Storico dell’Arte Antonio Falchi.

Francesco Daddario in occasione della presentazione dei restauri, a lavoro terminato, alla presenza di Sua Eccellenza, il Vescovo Luigi Renna, presso la Chiesa dell’Addolorata di Cerignola (Settembre 2019).
Crediti foto: Francesco Daddario

Il dipinto di Daddario, nello specifico, vuole essere un’omaggio a Nicola Brudaglio, scultore andriese vissuto tra il 1703 e il 1784, formatosi nella città di Andria presso la Scuola di scultori di Giacomo Colombo, famoso scultore di arte barocca, originario di Este (Padova), che dopo essersi formato artisticamente nella città partenopea, soggiornandovi per un lungo periodo, si stabilì definitivamente ad Andria.

Daddario dipinge praticamente da sempre, realizzando opere sempre nuove e geniali, dalle sperimentazioni tecniche in continua evoluzione.

Anche questa volta, contemperando perfettamente passione per il disegno, arte e pittura, dà vita ad un’opera carica di fascino e capace di suscitare uno stato di commossa partecipazione, per la cui esecuzione ci riferisce di aver impiegato all’incirca dieci giorni, approfittando proprio del periodo di pausa della quarantena obbligatoria dovuta allo stato emergenziale per pandemia da SARS-CoV-2.

Avvicinatosi sin da piccolo al mondo dell’arte, Francesco Daddario, originario di Cerignola, eredita il sapere del disegno artistico e dell’arte pittorica da suo nonno, grazie al quale ne avrebbe fatto ben presto una vera e propria passione, ma soprattutto il mestiere della sua vita.

“Da bambino andavo da lui ad imparare le basi del disegno e le proporzioni, lo studio degli squadri, luci ed ombre.” – ci racconta il restauratore in un’intervista.

Daddario Senior, tuttavia, studiò da autodidatta le tecniche artistiche strettamente legate al restauro, alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione di opere d’arte e beni culturali, senza aver, pertanto mai conseguito uno specifico percorso di studi artistici.

Francesco, invece, inizia a lavorare come restauratore a partire dal 1999, dopo aver conseguito un Corso di Specializzazione En.A.I.P., presso la sede dell’ente regionale Consud di Barletta, nell’ex Convento San Domenico.

Successivamente, consegue la Laurea in “Scienze e Tecnologie per la Diagnostica Applicata Al Restauro e Conservazione dei Beni Culturali”.

Gli studi conseguiti gli permettono di poter effettuare abitualmente prelievi ed analisi diagnostiche su opere d’arte, manifestando nello specifico una particolare propensione per l’analisi in Microscopia.

Nel 2004 apre un’attività in proprio, fondando un’impresa che, nella fattispecie, è specializzata in restauro di sculture lignee lapidee, in dipinti su tela ed anche affreschi.

Durante il suo percorso lavorativo ha la possibilità di lavorare a Roma, al fianco di grandi restauratori d’arte del calibro di Silvia Cerio ed Antonio Forcellino, tramite i quali affina ancor meglio le sue tecniche artistiche, assorbendo nuovi insegnamenti al di fuori del territorio locale.

Fonte principale: Intervista al restauratore professionista Francesco Daddario. Altre fotni:www.andriaviva.it”.

Noemi Di Leva

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