La chiamano “truffa del falso carabiniere” ed è un copione che purtroppo continua a mietere vittime tra le fasce più fragili. A Cerignola, però, questa volta il piano è andato storto grazie al coraggio di una donna di 67 anni e alla rapidità della Polizia di Stato.
Un uomo di 32 anni, originario di Bari e già noto alle forze dell’ordine per specifici precedenti per truffa, è stato arrestato con l’accusa di rapina. La tecnica è quella, collaudata, della telefonata che isola la vittima.
Tutto accade nel pomeriggio del 1° ottobre. Il telefono di casa squilla: dall’altro capo del filo un uomo si spaccia per un carabiniere e, con tono perentorio, comunica al marito della 67enne che deve recarsi immediatamente in caserma per urgenti motivi investigativi. Una scusa architettata per allontanare l’uomo da casa e lasciare la donna sola.
Pochi minuti dopo scatta la seconda fase. Alla donna viene annunciato l’arrivo di un altro “appuntato” a domicilio per un accertamento delicato: fotografare contanti e gioielli di famiglia per confrontarli con la refurtiva di una rapina avvenuta in zona.
Il 32enne si presenta davvero alla porta. Una volta dentro, mette le mani su 4.720 euro in contanti e su alcuni preziosi. Ma non ha fatto i conti con la lucidità della padrona di casa.
Insospettita dall’atteggiamento dell’uomo, la 67enne capisce di essere finita in una trappola e reagisce: affronta il malvivente e tenta di impedirgli la fuga, aggrappandosi al denaro.
È in quel momento che la truffa si trasforma in rapina. Per assicurarsi il bottino e guadagnare l’uscita, il finto carabiniere strattona violentemente l’anziana, riuscendo a divincolarsi e a darsi alla fuga.
La vittima non si arrende e chiama subito il 113. Parte una caccia all’uomo lampo, coordinata tra gli agenti del Commissariato di P.S. di Cerignola e i colleghi della Squadra Mobile di Bari. Lo scambio rapido di informazioni permette di identificare il sospettato in poche ore.
Il 32enne viene intercettato e bloccato mentre sta rientrando a Bari. Addosso ha ancora gran parte del maltolto: 3.200 euro vengono sequestrati e restituiti alla legittima proprietaria.
Dopo le formalità di rito, l’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. Il giovane è stato trasferito nel carcere di Bari. Nei suoi confronti vale, come sempre, il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
