Cultura e territorio

Cupola del Duomo di Cerignola come la Cupola del Brunelleschi a Firenze

Il Duomo “Tonti” è l’edificio religioso più importante della città di Cerignola, centro liturgico e spirituale di Capitanata, viene annoverato tra i più maestosi edifici di culto dell’Italia Meridionale.

Duomo Tonti a Cerignola (in Primavera).
Crediti foto: Noemi Di Leva

La Cattedrale, chiesa principale della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e sede vescovile, in quanto il vescovo ha lì il suo trono o “cattedra”, è dedicata all’apostolo Pietro, così come lo era anche la precedente e più antica Chiesa Madre.

Si rese necessaria l’edificazione di un nuovo edificio religioso a Cerignola nel momento in cui la vecchia Chiesa non risultava ormai più in grado di inglobare in se stessa la capiosa affluenza di fedeli cerignolani, devoti alla Madonna di Ripalta.

Il nuovo edificio, per lo più in stile gotico, con pilastri e volte che ne esaltano lo slancio in verticale, risale al XX secolo.

Cupola della Cattedrale di Cerignola.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Il Duomo di Cerignola, prende il nome dal facoltoso cittadino Paolo Tonti, nonché benefattore della città di Cerignola, il quale in punto di morte, redasse un testamento, in cui espresse la volontà di donare tutti i suoi proventi, derivati dalla rendita dei suoi possedimenti, per finanziare, finalmente, la costruzione di una nuova Cattedrale, a lungo molto attesa dai cittadini cerignolani.

Così, a partire dal 1820 molti furono i progetti presentati dai vari architetti per la realizzazione del Duomo, tuttavia, nessuno di questi venne mai realmente preso in considerazione, per via degli ingenti ed eccessivi costi che bisognava sostenere per riuscire ad attuarli.

La sua edificazione fu presa in carico dall’architetto-ingegnere napoletano Errico Alvino, famoso per aver dettato l’assetto urbanistico della città di Napoli, realizzando l’importante asse viario di Corso Vittorio Emanuele tra il 1852 e il 1860 e ridisegnando il quartiere di Santa Lucia nel 1862 e la Villa Comunale di Napoli, per la quale realizzò la “Cassa Armonica”.

Il nuovo progetto di Alvino, dati i suoi costi modesti, questa volta venne approvato, dal Comune di Cerignola nel 1870, così si potè finalmente dare avvio ai lavori.

Per la costruzione della Cattadrale di San Pietro Apostolo l’architetto napoletano volle prendere ispirazione dalla struttura e dall’architettura neogotica del Duomo di Firenze, non a caso, infatti, essa ne ricorda molto le sembianze, in particolar modo per la sua cupola.

Cupola del Brunelleschi a Firenze.
Crediti foto: it.m.wikipedia.org

La cupola della Cattedrale di “Santa Maria del Fiore” a Firenze, infatti, rappresenta oggi la più importante opera architettonica mai edificata in Europa. Opera dell’architetto ed ingegnere italiano Filippo Brunelleschi, ebbe per molto tempo il primato di cupola più grande al mondo e sicuramente fu di grande ispirazione per moltissimi professionisti del settore, nonché di fondamentale rilevanza per il successivo sviluppo dell’architettura.

Alvino aveva già lavorato ad un progetto simile: dopo l’Unità d’Italia, infatti, partecipò ai concorsi per la facciata della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, ma i suoi progetti furono scartati.

Dunque, da sempre ispirato dalla bellezza del Duomo di Firenze, decise di creare qualcosa che ne omaggiasse le forme gotiche, elaborando un progetto simile anche per Cerignola.

Deceduto nel 1876, i lavori della Cattedrale cerignolana vennero poi affidati nel 1882 all’architetto Giuseppe Pisanti, allievo dell’Alvino, che apportò alcune modifiche alla pianta, alla facciata e alla cupola.

Dopo di lui Silvio Castrucci, allievo del Pisanti ormai anziano, diresse i lavori, tra cui la costruzione della cupola che venne ultimata nel 1919.

1927-1928, Cupola della Cattedrale di San Pietro Apostolo di Cerignola in fase di rivestimento con lastre di rame.
Crediti foto: Collezione fam. T. Reitani (www.comune.cerignola.fg.it)

Finalmente, il 14 settembre 1934 il notaio Francesco Colucci consegnava ufficialmente il duomo al Capitolo Cattedrale, nelle mani del vescovo Vittorio Consigliere, alla presenza del podestà Alfredo Reibaldi.

Il 22 febbraio 1999, successivamente alla richiesta avanzata dal vescovo Giovan Battista Pichierri in data 13 aprile 1998, è stata elevata alla dignità di basilica minore.

Crediti foto: Noemi Di Leva

In memoria del benefattore che volle la costruzione della nuova Cattedrale, sulla parete della navata minore sinistra si trova una lapide, che ricopre l’urna contenente i resti di Paolo Tonti.

La pianta della basilica è a croce latina a tre navate, in cui la navata principale, oltrepassato l’altare maggiore, culmina con il coro ligneo dell’800. L’altare è sormontato dal baldacchino in marmo bianco di Carrara.

In più, è impossibile non restare affascinati dal particolarissimo Rosone. Il rosone, come è consuetudine lo si trova nelle cattedrali di stile romanico e gotico ed è un elemento architettonico posto in direzione della navata centrale, con funzione sia decorativa che simbolica.

Esso è composto di una serie di cerchi concentrici, da raggi e suddivisioni radiali. Al suo centro vi è posta una figura formata da otto raccordi, in cui il numero otto simboleggia la perfezione nella religione cristiana.

Il rosone al centro si articola, infatti, in 8 settori formanti 8 petali. Nella sua evoluzione si articolano tra di loro 16 settori delimitati da colonne di stile dorico, che ridefiniscono chiaramente 16 settori di forma trilobata, dando luogo dunque al cosidetto “petalo trilobato”. La relazione matematica diventa doppia, perché otto diventa sedici.

Vi è poi la losanga, inoltre, a determinare un settore decorativo di vera importanza, come di consueto individuata da un quadrato inscritto in una circonferenza.

Lo stile architettonico dell’intera struttura è caratterizzato da un’ossatura romanica e da molti elementi gotici quali volte, arcate e finestre.

Dalla Pasqua del 2005, in particolare, tutte le finestre della chiesa sono state decorate da vetrate istoriate.

La basilica, tuttavia, risulta essere incompleta in molti suoi aspetti: manca il campanile e i sacri bronzi sono riposti in una cella campanaria, sul tetto della navata centrale.

Crediti foto: Noemi Di Leva

La Cupola consta una lunghezza di 81 metri ed un’altezza di 79 metri, mentre sulla sua sommità si erge la mastodontica croce, di un’altezza di 3 metri. Durante i lavori di ristrutturazione successivi al terremoto del 1980, la sfera con la croce e tutte le coperture in rame sono state sostituite.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Il Duomo Tonti vanta la presenza di una cupola che risulta essere tra le più imponenti fin’ora mai costruite nel Sud Italia. Proprio la magnificenza ed incantevole bellezza della cupola, impreziosiscono di fascino questa Cattedrale.

La sua imponenza le permette di essere ben visibile non solo in tutta la città di Cerignola, da ogni punto della città dal quale si decide si ammirarla, ma, per estensione, anche dai suoi territori limitrofi, a chilometri di distanza.

La Cattedrale di Cerignola vista dalla Strada Statale 16.
Crediti foto: Noemi Di Leva

La Cupola è posta su di un tamburo ottagonale, che su ogni lato presenta una finestra trifora. Ne consegue che anche la cupola ha come base un ottagono, e si innalza su altrettanti costoloni.

Vista sul retro della Cattedrale di Cerignola.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Fonti: “Storia di una Cattedrale: il Duomo Tonti” di Nicola Pergola, studioso e funzionario della Regione Puglia; Wikipedia alle voci “Errico Alvino” e “Santa Maria del Fiore”.

Noemi Di Leva

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