Cultura e territorio

Il Castello di Panni e quella fessura che ha alimentato leggende popolari

Continua il nostro viaggio tra gli storici castelli della provincia di Foggia. Oggi andiamo nel Subappennino per scoprire la storia e le leggende legate al Castello di Panni.

Panni è un piccolissmo comune in provincia di Foggia, situato sulla cima del monte Sario, nel Subappennino Dauno. La tradizione popolare vuole che il nome del paese sia legato al dio greco Pan, figura che compare anche nel vessillo del comune.

Nella parte più alta del paese, sulla cresta del monte Sario, sorgeva un tempo il Castello di Panni, di cui oggi, purtroppo, restano solamente avanzi della cinta muraria e resti della massiccia torre quadrangolare.

L’origine della fortezza di Panni è incerta, alcuni pensano che la sua costruzione fu ordinata verso la metà del 1500 da Pietro Toledo, vicerè di Napoli, altri, invece, l’attribuiscono al periodo normanno, altri ancora all’età di Federico II di Svevia. Il Castello serviva sia per proteggere il piccolo centro da eventuali invasioni che per controllare tutto il territorio circostante data la posizione elevata del paese.

Ai piedi del Castello, una fessura nella roccia nel corso dei secoli ha alimentato diverse leggende popolari. Gli abitanti di Panni raccontano che un tempo quella fessura ospitava uno gnomo dal cappellino rosso (lo scazzamurillo), che ogni tanto appariva nei boschi spaventando le persone e sfidandole a togliergli il cappello.

Il fortunato che sarebbe riuscito a togliergli il cappello sarebbe diventato estremamente ricco. Tanti ci provarono ma nessuno ci riuscì. Ancora oggi quando qualcuno si arricchesce si è soliti chiedere: “hai trovato lo scazzamurillo?”.

Fonte: http://zampognadipanni.altervista.org

Redazione

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