SAN GIOVANNI ROTONDO – Clima sempre più teso all’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, nonostante le recenti rassicurazioni del direttore generale Gino Gumirato. La Fials Foggia attacca duramente la scelta dell’azienda di abbandonare i Contratti Collettivi Nazionali del Servizio Sanitario Nazionale per adottare, dal 1° marzo 2026, i contratti privati Aiop/Aris per il comparto e Aris/Cimop per la dirigenza medica. Una “svolta” che riguarda circa 3.000 dipendenti.
Per il sindacato si tratta di un “tentativo di smantellare diritti acquisiti”, con effetti pesantissimi su salari, indennità e tutele. La presunta equivalenza economica promessa dall’azienda viene bollata come “totalmente infondata”: con il nuovo contratto – sostiene Fials – verrebbero meno scatti di anzianità, progressioni di carriera e diverse indennità. Per i medici, addirittura, si prevede una riduzione retributiva stimata attorno al 30%.
La proposta di compensare tali tagli con una futura e incerta contrattazione di secondo livello viene definita “una presa in giro”. E l’abbandono dei contratti del Servizio Sanitario Nazionale, avverte il sindacato, renderebbe l’Irccs meno attrattivo, con il rischio concreto di una fuga di professionisti verso strutture pubbliche o private con condizioni migliori.
“Casa Sollievo – denuncia la Fials – sta minando il suo capitale umano, che è da sempre il vero valore della struttura. Pur con l’obiettivo del risanamento, si sta mettendo a rischio il futuro dell’ospedale”.
Da qui l’appello alla Santa Sede e agli organi proprietari affinché intervengano immediatamente per bloccare la manovra.
Il segretario provinciale Achille Capozzi è netto: “Non permetteremo che i sacrifici ricadano su lavoratori che hanno sempre onorato la missione di San Pio. Siamo pronti allo stato di agitazione e a tutte le azioni legali e sindacali necessarie per difendere dignità e diritti del personale”.
