Casa Sollievo, la pazienza è finita: piovono i decreti ingiuntivi

Il clima si fa pesantissimo attorno a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Quello che doveva essere un periodo di celebrazioni per il 70° anniversario dell’opera di San Pio si sta trasformando in uno dei momenti più bui sul fronte delle relazioni sindacali. La notizia è di quelle che segnano il punto di non ritorno: le sigle CGIL, CISL, FIALS e Nursing Up hanno rotto gli indugi e fatto scattare la via legale, notificando alla Fondazione i decreti ingiuntivi per il recupero degli arretrati.

Solo pochi giorni fa, il 5 maggio, la visita del segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, sembrava aver aperto uno spiraglio. Un confronto di alto profilo che aveva alimentato la speranza di una soluzione politica alla crisi che attanaglia i dipendenti del nosocomio voluto da San Pio. Ma a quell’incontro, denunciano i sindacati, è seguito solo il “silenzio assordante” della direzione generale.

“La pazienza è terminata”, scrivono i rappresentanti dei lavoratori in una nota che sa di ultimatum. Il dito è puntato contro Gumirato il DG, accusato di ignorare le istanze di chi, ogni giorno, manda avanti i reparti dell’ospedale nonostante l’incertezza economica.

Al centro della contesa non ci sono solo gli stipendi, ma la dignità stessa del lavoro in una struttura d’eccellenza. I sindacati chiedono il rispetto del contratto della sanità pubblica e il pagamento delle somme maturate e mai erogate. La scelta di ricorrere all’ufficiale giudiziario è un atto di forza estremo: serve a mettere al sicuro i crediti dei dipendenti e a ribadire che la stabilità dell’ospedale non può essere pagata con i sacrifici di chi ci lavora.

Lo stato di agitazione prosegue e le sigle sindacali promettono di non fare alcun passo indietro. La domanda che ora circola tra i dipendenti è una sola: come risponderà la governance di fronte a un’azione legale così massiccia proprio mentre i vertici della Chiesa sono in città?

Il tempo delle parole sembra essere scaduto. Per Casa Sollievo si apre una fase giudiziaria che rischia di lasciare ferite profonde proprio nel cuore del “tempio della cura” voluto da Padre Pio.

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