Casa Sollievo, angiografo di ultima generazione acquistato grazie al lascito di docente USA

SAN GIOVANNI ROTONDO – Questa mattina, presso l’Unità di Radiologia e Neuroradiologia Interventistica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, il presidente, l’arcivescovo padre Franco Moscone, ha impartito la benedizione al nuovo sistema angiografico Philips Azurion 7 M20 installato di recente al terzo piano del complesso ospedaliero. Alla cerimonia sono intervenuti il direttore generale Gino Gumirato, il direttore sanitario Gabriella De Vincentis e tutto il personale del reparto.

Il nuovo sistema angiografico rappresenta un importante salto tecnologico perché migliora la precisione diagnostica e la sicurezza degli interventi e avrà un ruolo chiave nella medicina personalizzata e nella cura mininvasiva delle patologie oncologiche, vascolari e cerebrovascolari. I software innovativi di cui è dotato, inoltre, permetteranno il risparmio di dosi di radiazioni e consentiranno di visualizzare in maniera molto precisa le traiettorie per trattare le lesioni tumorali guidando l’operatore e fornendo la progressione in tempo reale dello strumento lungo il percorso tracciato.

Il nuovo angiografo è stato interamente finanziato grazie al lascito ereditario del professor Arturo Nicolás Jiménez-Vera di San Diego, California (USA), venuto a mancare all’età di 95 anni il 25 marzo del 2024. Di origini cilene, dopo gli studi in ingegneria emigrò negli Stati Uniti. Nel 1960, spinto da una fede profonda alimentata dalla preghiera, partì per San Giovanni Rotondo per avvicinarsi a Padre Pio e ai suoi insegnamenti, fino a diventarne figlio spirituale. Rimase tre mesi nel paesino garganico durante i quali conobbe il Frate e la sua creatura, la Casa Sollievo della Sofferenza, che in quegli anni muoveva i primi passi. Al suo ritorno negli Stati Uniti, durante gli studi per il dottorato in Letteratura Spagnola, conobbe la donna che sarebbe diventata sua moglie, Nancy. Nel 1970 gli venne affidata la cattedra di Letteratura Spagnola alla San Diego State University, incarico che mantenne per 22 anni. Nel 1974 Arturo e Nancy entrarono nel Terzo Ordine Francescano e Arturo assunse il nome di Guadalupe Pio, scegliendo di vivere secondo i valori francescani. Dedicò la sua vita ad aiutare il prossimo e maturò una profonda compassione verso i malati, prestando servizio come ministro straordinario dell’Eucaristia e visitando chiunque fosse malato o morente per offrire conforto spirituale e sostegno con la preghiera.

«Siamo profondamente grati per il lascito testamentario ricevuto dal professor Jimenez Vera che ho avuto modo di conoscere, in videoconferenza, come persona molto devota a Padre Pio, umile, misericordiosa e profondamente legata all’Ospedaleha sottolineato Gino Gumirato, direttore generale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza . La sua generosità non ci ha permesso soltanto di acquistare un sistema angiografico ma ci consentirà di continuare sulla strada intrapresa del rinnovamento tecnologico dell’Ospedale con diversi acquisti già effettuati e che saranno presto disponibili a beneficio di tutto il territorio e di tutti pazienti che si rivolgono a Casa Sollievo per le cure. Nel dettaglio si tratta di: un altro sistema angiografico dotato di detettore digitale per l’Unità di Emodinamica; 2 TAC con detettore a 256 strati e intelligenza artificiale per l’Unità di Radiologia; 6 ecografi e numerose altre apparecchiature».

Alla cerimonia di inaugurazione di questa mattina ha preso parte anche Isabel Reinhardt, amica di famiglia ed esecutrice testamentaria del professor Jiménez-Vera, la quale ha scoperto una targa in sua memoria e in ricordo del suo generoso gesto.

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