Carceri al collasso, Pilagatti (SAPPe): “Gestiamo malati psichiatrici e tossicodipendenti senza cure”

BARI – Con l’inizio del 2026, il segretario regionale pugliese del SAPPe, Federico Pilagatti, lancia un allarme duro e dettagliato sullo stato delle carceri italiane – e pugliesi in particolare – dove, denuncia, “ogni giorno gestiamo pazzi e tossicodipendenti senza cure vere, in strutture nate per altro”.

Secondo Pilagatti, le prigioni sono diventate “discariche umane”, dove convivono persone con gravi disturbi psichiatrici e giovani tossicodipendenti, finiti dietro le sbarre per reati minori. Un’emergenza, spiega, che sta facendo esplodere i problemi di sovraffollamento, aggressioni, eventi critici e suicidi.

Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria evidenzia come la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la carenza di posti nelle REMS (le strutture sostitutive) abbiano lasciato migliaia di persone “incompatibili con la detenzione ordinaria” all’interno delle sezioni comuni, scaricando tutto il peso operativo sul personale.

“Le REMS non hanno retto l’urto. Se non bastano, bisogna rifondare la rete di strutture dedicate ai detenuti psichiatrici — non riaprire gli OPG, ma creare luoghi di cura veri, controllati, dignitosi”

Pilagatti denuncia che, in assenza di percorsi terapeutici, molti detenuti con problemi di salute mentale diventano “strumenti di violenza” all’interno del carcere, alimentando una spirale di insicurezza e degrado che colpisce anche gli agenti penitenziari.

Il SAPPe propone un piano straordinario entro il primo trimestre 2026, con un cronoprogramma pubblico che preveda:

potenziamento della rete per la salute mentale;

aumento dei posti dedicati e delle comunità terapeutiche;

protocolli sanitari operativi;

accordi internazionali per la gestione dei detenuti stranieri non reinseribili.

“Non chiediamo slogan o amnistie – conclude Pilagatti – ma fatti concreti. Le carceri non possono continuare a essere il tappo di tutto. Voltaire diceva che il grado di civiltà di una nazione si misura dalle sue carceri: è ora che anche l’Italia inizi davvero a rispettare la Costituzione, anche dietro le sbarre.”

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