FOGGIA – Il capoluogo dauno e il Mezzogiorno devono tornare a programmare il proprio futuro, puntando su lavoro, investimenti e strumenti capaci di trasformare le risorse del territorio in nuove opportunità. È la linea indicata da Mario Cagiano, consigliere comunale di Foggia e vice segretario del Partito Democratico del capoluogo dauno, intervenuto al talk “C’è chi resta”, organizzato nell’ambito della Festa dell’Unità di San Severo.
Al centro dell’intervento il tema dello spopolamento e della fuga dei giovani. Per Cagiano partire per studiare o lavorare non deve significare rinunciare definitivamente a tornare. «Se un ragazzo o una ragazza di Foggia decide di andare a studiare fuori è una scelta legittima. Il tema politico è creare le condizioni perché, dopo quell’esperienza, possa anche scegliere di tornare».
Una sfida che, secondo il dirigente dem, diventa ancora più urgente con l’avvicinarsi della conclusione degli effetti del PNRR. Il Mezzogiorno, sostiene Cagiano, è oggi diverso da quello di dieci anni fa, con segnali positivi sul fronte del Pil e dell’occupazione, ma deve ora affrontare il dopo-PNRR con una strategia di sviluppo di lungo periodo.
Tra gli strumenti da difendere c’è la ZES per il Mezzogiorno, che Cagiano considera uno dei pochi strumenti strutturali di politica industriale disponibili per il Sud. La richiesta è di mantenerne la semplificazione burocratica e il credito d’imposta, rendendo però il sistema più accessibile alle micro e piccole imprese, spesso escluse dagli incentivi a causa delle soglie minime di investimento.
Un’altra partita decisiva riguarda l’energia. La provincia di Foggia, ha ricordato Cagiano, produce molta più energia rispetto al proprio fabbisogno. Una condizione che potrebbe diventare un vantaggio competitivo per attrarre nuovi investimenti, in particolare nei settori dell’industria digitale e delle attività ad alta intensità energetica.
Ma lo sviluppo, per Cagiano, deve tradursi soprattutto in occupazione di qualità. Non basta aumentare il Pil se la crescita non produce salari migliori, stabilità e nuove prospettive per i giovani.
Nel corso del talk si è parlato anche di sicurezza. Cagiano ha chiesto un rafforzamento degli organici e della presenza delle forze dell’ordine, insieme a maggiori investimenti nella prevenzione e nelle infrastrutture sociali. Il contrasto alla criminalità organizzata, però, richiede strumenti specifici: «Il tema della mafia è diverso e richiede strumenti diversi: più intelligence e più capacità di governance».
La conclusione è stata un richiamo al ruolo della politica e, in particolare, del Partito Democratico, chiamato a recuperare un rapporto diretto con i territori. «Dobbiamo tornare a stare nelle città, tra le persone, e costruire una proposta politica che si capisca e che incida sulla vita delle persone», ha detto Cagiano.
La sfida, in definitiva, è trasformare il tema della permanenza al Sud da una questione di appartenenza a una scelta resa possibile da opportunità concrete. «Dobbiamo poter dire ai nostri ragazzi che qui vale la pena provarci».
