Serviva una prova di forza, ed è arrivata. L’Audace Cerignola espugna lo Stadio Ezio Scida battendo 3-2 un Crotone vivo e mai domo, e archivia nel modo migliore un periodo complicato fatto di due pareggi e due sconfitte.
Era la partita da non sbagliare. Nona giornata del girone C di Serie C, ofantini a caccia di continuità dopo lo 0-0 con l’Altamura, pitagorici ultimi in classifica a causa dei sei punti di penalizzazione ma in crescita dopo la buona prestazione di Catania. Alla fine l’hanno spuntata i gialloblù, con una vittoria sofferta, sporca, pesantissima.
La svolta è nel cinismo ritrovato. Dopo quattro giornate in cui la squadra di Raimondo Catalano aveva creato tanto raccogliendo poco, allo Scida è tornata la concretezza sotto porta che il tecnico chiedeva alla vigilia. Nonostante le assenze pesanti – fuori Martinelli, Boccadamo, Meli e Gambale – il Cerignola ha colpito con tre uomini diversi, trovando il gol con l’esterno Vitale, con D’Orazio dal dischetto e con la parabola fortunosa ma decisiva di Padula.
Un 3-0 costruito nel primo tempo che sembrava aver chiuso i conti, ma che non ha spento il Crotone di Leandro Greco. La doppietta calabrese firmata Musso e Tanco ha riaperto una gara che nel finale si è trasformata in una battaglia di nervi. E lì è venuta fuori l’altra Audace: quella compatta, corta, che ha saputo soffrire e stringere i denti quando i padroni di casa spingevano alla ricerca del pari.
Tre punti che valgono doppio. Perché interrompono un digiuno che durava da un mese, perché arrivano su un campo difficile e contro una squadra che corre e gioca – come temeva Catalano – e perché proiettano momentaneamente il Cerignola al quinto posto a quota 14, rilanciando le ambizioni playoff.
Il rientro di Moreso e Parlato dalla panchina è un altro segnale positivo in vista delle prossime gare, in un momento della stagione in cui la coperta corta si era fatta sentire.
L’analisi di Catalano
A fine gara il tecnico gialloblù non nasconde la soddisfazione, ma guarda già oltre: “Ci sta contraddistinguendo questa carica agonistica, che non può mai venire meno. E’ una virtù di questa squadra, che nelle partite precedenti ci aveva portato a prestazioni in cui meritavamo di più. Temevo il Crotone, è una squadra che come noi ha ritmo e gioca bene. Siamo stati bravi a limitarli. Sullo 0-3 la partita sembrava finita, poi c’è quel gol su cui recriminare, sia per un nostro errore che per un presunto fuorigioco che dalla panchina ci è sembrato netto”
E poi l’ammissione più sincera: “Nel secondo tempo siamo partiti con la voglia di chiuderla, avremmo meritato il quarto gol. Dopo il loro 2-3 siamo stati bravi a rimanere stretti e corti. Questa vittoria non ci ripaga completamente delle partite precedenti, ma ci rende felici. I ragazzi se la meritavano.”
Un successo di squadra, di testa prima che di gambe. L’Audace riparte da qui.
