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«Porta al Nord il meglio del Sud»: lo slogan che sembra un invito a lasciare il meridione

Busitalia e il suo manifesto che fa indignare il web

«Porta al Nord il meglio del Sud». Queste le parole che hanno scatenato il disappunto del web, riaprendo quella ferita (forse mai chiusa) tra Nord e Sud, che divide lo stivale in due parti distinte e lontane. La nuova campagna pubblicitaria di Ferrovie dello Stato, infatti, non fa altro che cavalcare l’onda dell’”anti-meridione”, vedendo in quest’ultimo un territorio caratterizzato da alcune buone risorse da poter portare al settentrione.

Il Sud sembra essere visto come un mero contenitore da svuotare per accrescere e far fruttare il Nord. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, ma forse le cose non sono mai cambiate del tutto, abbiamo solo deciso di credere nelle migliori intenzioni di chi ci diceva: «Ormai non c’è più distinzione tra Nord e Sud, l’Italia è una sola!». Paradossale pensare il contrario nel 2018.

Anni e anni di studi sul messaggio pubblicitario, sulla sua efficacia e sulla sua potenza, per poi pensare ed elaborare un manifesto di Busitalia (l’azienda che gestisce il servizio di trasporti su gomma di Ferrovie dello Stato), su cui una bella ragazza dai capelli castani legati in una coda di cavallo, si volta indietro a lanciare, forse, un ultimo sguardo (divertito) alla sua amata terra, mentre ad attenderla si vede sullo sfondo un autobus diretto al Nord. Zaino in spalla e si parte, o meglio si scappa, verso un futuro migliore, lì dove il “meglio del Sud” sarà molto apprezzato.

La ragazza sorridente di questa sfortunata e sicuramente mal riuscita campagna pubblicitaria incarnerebbe tutti i giovani che lasciano il meridione per trovare lavoro e fortuna nelle industrializzate città del Nord Italia; incarnerebbe la famosa “fuga di cervelli” di cui tanto si parla e per la quale poco si fa. Simboleggerebbe, per i più indignati, una vera e propria strategia messa a punto dalle aziende settentrionali per spingere i giovani più intraprendenti e capaci a lasciare quella terra piegata dalle mafie, degradata e sterile per chi dopo aver finito gli studi vuole entrare nel difficile e aspro mondo del lavoro.

Le idee, i progetti, la cultura, le iniziative e la freschezza dei giovani dovrebbero incrementare il territorio, non abbandonarlo, che sia esso più vicino alle Alpi o all’Egitto, non importa. I giovani devono poter far rinascere e risollevare le propria città, devono poter scegliere di rimanere. Non esistono colonie da conquistare e menti da rubare e portare altrove. Esistono le nuove generazioni, nelle quali l’Italia dovrebbe investire lungo tutto lo stivale, senza distinzioni. Dateci ago e filo, non due bagagli gratis in stiva, e vi ricuciremo questa nazione, ancora così tanto divisa!

 

 

 

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