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È nato lo Squadrone dei “Cacciatori di Puglia”: una nuova risposta alla mafia garganica

“Con la istituzione dello Squadrone Eliportato Carabinieri ‘Cacciatori Puglia’ – ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta - assottigliamo ulteriormente la distanza tra territorio e istituzioni

Si è svolta questa mattina la cerimonia per l’istituzione dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori di Puglia, presso il distaccamento dell’Aeronautica Militare a Jacotenente nel cuore del Gargano, alla presenza del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli e del Comandante Generale dellArma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

Si scrive un nuovo capitolo della lotta alla criminialità organizzata in Puglia. Ora la criminialità pugliese dovrà vedersela con loro, lo speciale Corpo dei Carabinieri istituito dal Governo per una maggiore sicurezza del territorio del Gargano e della Capitanata. Esercitando una capillare azione di controllo del territorio mediante perlustrazioni, battute, posti di blocco, posti di ascolto e controllo, vigilanza e pattugliamenti eliportati, il nuovo reparto renderà sicuramente più efficace l’azione sul territorio dei Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale della Puglia.

Gli Squadroni dei Cacciatori sono già operativi da molti anni in Calabria, Sardegna e Sicilia, in questo ultimo caso lo squadrone è stato istituito lil 13 maggio dello scorso anno. Lo Squadrone “Cacciatori di Puglia” si aggiunge a quelli precedentemente citati quale reparto indispensabile nelle zone più sensibili sotto il profilo della pubblica sicurezza, per assicurare il controllo delle zone impervie della regione.

Lo squadrone consta di 57 unità è diviso in due plotoni composti da quattro squadriglie, più una di comando. Per il momento ha base nella Foresta Umbra, ma nei prossimi mesi sarà trasferito presso la base militare di Amendola.

I compiti dei Cacciatori di Puglia

“La nascita di un presidio così specializzato suggella un lavoro di profonda riorganizzazione, cominciato un anno fa, all’indomani di una strage di mafia che aveva sconvolto l’intero Paese: un anno dopo c’è una Puglia dotata di più uomini e mezzi in grado di contrastare il crimine”, ha detto l’assessore regionale Raffaele Piemontese questa mattina durante la cerimonia.

Lo squadrone potrà essere impiegato in attività di contrasto al traffico e alla produzione di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alle coltivazioni di piantagioni in aree isolate, e di supporto ai reparti speciali che operano in materia ambientale. Inoltre, per particolari esigenze operative o particolari situazioni di emergenza, lo squadrone “Cacciatori Puglia” potrà concorrere ad integrare temporaneamente il dispositivo dell’Arma in altre regioni e a rafforzare i servizi svolti dai comandi territoriali, con aliquote di forza di entità variabile. Potrà anche intervenire in operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento, e nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse in zone impervie.

L’intervento del ministro Elisabetta Trenta

Con la istituzione dello Squadrone Eliportato Carabinieri ‘Cacciatori Puglia – ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta –  assottigliamo ulteriormente la distanza tra territorio e istituzioni, dando un tangibile segnale in risposta alle istanze dell’area garganica che, in tempi non troppo lontani, ha conosciuto l’orrore dell’escalation criminale. I gravi episodi di criminalità avvenuti nel 2017 hanno macchiato con pagine buie la storia di questa splendida regione ma anche, lasciatemi dire, dell’Italia. Contro la criminalità garganica, contro chi pensa di poter calpestare i principi basilari del nostro Stato, da oggi ci sarà un ulteriore presidio a difesa della legalità e dello stato di diritto”.

“La capillarità della presenza di uomini e donne dell’Arma rappresenta per ogni cittadino italiano una garanzia. È la base imprescindibile attraverso la quale si realizza il contatto diretto tra i cittadini e chi ne tutela i diritti – ha continuato il Ministro Trenta -.  È pertanto mio intendimento proseguire nella strada del rafforzamento di questa preziosissima risorsa che quotidianamente contribuisce a costruire la cornice della nostra sicurezza. Uomini e donne integrati con le comunità in cui si collocano che, con dedizione e professionalità, hanno dato prova di saper affrontare e risolvere con giusta misura e concretezza le problematiche locali rappresentando un insostituibile punto di riferimento per il cittadino”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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