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Di corsa con il robot dopo 16 anni in carrozzina. La sfida di Giovanni alla disabilità

Al presidio d’eccellenza Gli Angeli di Padre Pio di San Giovanni Rotondo è presente l’esoscheletro tecnologicamente più avanzato d’Italia

Una gara di atletica dopo 16 anni passati in carrozzina. Fino a qualche anno fa, un vero miraggio per Giovanni, paziente del centro di eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio”. I progressi nei 45 giorni di training con l’ultima versione dell’esoscheletro ReWalk (“Personal”, in Italia presente solo nel presidio riabilitativo di San Giovanni Rotondo), permetteranno al quarantenne di Taranto di partecipare alla sfida dei record: la Robotic ReWalk Race di Grosseto.
“Ho girato l’Italia dopo l’incidente, ma non avevo mai ottenuto grandi risultati – racconta Giovanni -, eppure ho
cercato sempre di fare sport, soprattutto piscina. Per questo, all’inizio ero scettico sulla possibilità di poter partecipare a questo evento”. Un passo dopo l’altro, grazie ai sacrifici e ad una gran forza d’animo, sono arrivati i primi risultati incoraggianti. Il morale è migliorato e così anche le prestazioni. “Ora riesco a fare molti movimenti, a camminare in diverse direzioni. Mi aiuta molto la forza nelle braccia e la resistenza che ho ereditato dalle attività che ho sempre praticato: palestra e piscina. Dopo l’incidente, avevo dimenticato i gesti più semplici, persino come si muovono i passi nel camminare. Sono ripartito da zero, oggi mi sento più rilassato e mi rendo conto del benessere complessivo che sta guadagnando il mio corpo”.
Iniziare a muoversi, riattivare la “macchina” per un paraplegico, infatti, significa migliorare anche la circolazione,
la motilità intestinale, la diuresi e il tono muscolare. “Per me l’esoscheletro che ho acquistato è come un gioco che mi sta dando grandissime soddisfazioni – commenta ancora -, servirà del tempo per arrivare alla piena autonomia, ma il lavoro svolto con il personale dei Centri mi ha riempito di entusiasmo e ottimismo”. I primi supporter saranno proprio i fisioterapisti Gianni e Michele, gli “angeli” che hanno sostenuto il percorso riabilitativo.
Il 15 settembre, giorno della gara, è anche il giorno delle dimissioni di Giovanni. Quasi un segno del destino. Essere a Grosseto, nella gara del record mondiale – nessuna delle competizioni del genere ha mai fatto registrare 10 partecipanti -, sarà già di per sé un grandissimo risultato. “A Palermo è stato battuto il record di lunghezza, con 13
chilometri consecutivi – ha chiosato Federica Ebau, tra gli organizzatori dell’evento -, quest’anno segneremo un altro tratto nel cammino della solidarietà e della possibilità. Assieme alla Fondazione Padre Pio, ci sarà anche la
Fondazione Foro Italico di Roma e la Domus Salutis di Brescia”. E i normodotati. Per superare davvero ogni barriera.
La gara consiste in una sfida a squadre miste composte da persone che utilizzano l’esoscheletro e non,

l’evento comincerà alle ore 16.30 in piazza Dante con il ritrovo dei partecipanti e la preparazione delle squadre.
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