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11 settembre 2001: ricordate cosa stavate facendo?

A volte i ricordi mentono. Voi siete sicuri di ricordate veramente ciò che stavate facendo quel terribile giorno?

L’11 settembre 2001. Una data che anche il solo pronunciarla riporta alla mente le strazianti e sconvolgenti immagini dell’attentato che ha cambiato il mondo e la storia. Ricordate cosa stavate facendo e dove eravate quando ci fu l’attentato alle Torri Gemelle di New York? Quale fu la vostra reazione in quegli attimi di terrore in cui tutti eravamo incollati davanti allo schermo della Tv?

17 anni dopo il crollo delle Torri Nord e Sud del World Trade Center di New York la nostra mente ricorda ancora cosa stavamo facendo esattamente in quei minuti in cui un gruppo di terroristi aderenti ad “al-Qāʿida” dirottarono quattro voli civili commerciali causando il collasso del simbolo americano per eccellenza e la morte di 2974 persone, esclusi i diciannove dirottatori.

La rivista scientifica “Focus” ha affrontato il particolare caso in cui, a distanza di anni, riusciamo a recuperare in maniera limpida ricordi legati ad eventi tragici come quello che colpì l’America e il mondo nella giornata di oggi. Questi ricordi, in inglese, sono chiamati “flashbulb memories“, un nome che evoca il flash della macchina fotografica; è come se questi ricordi fossero diapositive che ci sono rimaste incollate nella memoria.

Siamo davvero certi di ricordare perfettamente ciò che stavamo facendo l’11 settembre 2001?

A inaugurare gli studi sui ricordi legati ad eventi tragici e a coniare l’espressione fla­shbulb memories furono, alla fine degli anni Settanta, due psicologi americani Roger Brown e James Kulik. Inizialmente avevano ipotizzato che i ricordi più carichi di emotività rima­nessero davvero impressi in modo spe­ciale nella mente, ma dopo vari studi e ricerche arrivarono alla conclusione che i ricordi si modificano nel tempo, siamo a noi cambiarli, di volta in volta, in maniera incosapevole.

Uno degli studi più importanti su questo argomento ha esaminato come siano cambiati i ricordi sul crollo delle Torri Gemelle nel corso del tempo. I ricer­catori hanno sottoposto i questionari a decine di volontari, immediatamente dopo gli attacchi degli aerei e poi a distanza di uno, tre e dieci anni. Già un anno dopo l’attentato era chiaro che non più di due terzi di ciò che le persone ricordavano corrisponde­va a quanto detto inizialmente. I ricordi, infatti, possono essere alterati e control­lati dalle nostre emozioni.

E voi? Siete davvero sicuri di ricordare veramente ciò che stavate facendo quel terribile giorno in cui il cuore dell’Occidente fu colpito?

Fonte: Focus

 

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