Cronaca

Compensi per medici Covid, “gioco di prestigio” dell’Asl Foggia: sindacati in stato di agitazione

Medici eroi, in trincea contro il Coronavirus…ma non pagati. O meglio, pagati con soldi di altri medici. È per questo che i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione per protestare contro la Asl di Foggia che non ha integrato i propri fondi per le premialità da riconoscere a chi, in questa fase di emergenza sanitaria, lotta in prima persona contro il virus.

Cgil, Cisl, Uil, Anaad Assomed, Cimo, FVM, Fassid spiegano che “la Regione Puglia ribadisce che le risorse a disposizione sono quelle ministeriali e solo quelle a differenza di altre Regioni, come Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia che hanno destinato risorse proprie ed aggiuntive a quelle stanziate dal Governo”.

Inoltre, spiegano i sindacalisti, “La Asl di Foggia produce un’ipotesi di pagamento di tale premialità attingendo al fondo di retribuzione di risultato ed a un ipotetico residuo del fondo per lo straordinario.

In buona sostanza l’amministrazione decurterebbe i fondi del 10% (si tratterebbe di 250mila euro, ndr) senza ulteriori impegni finanziari dal proprio bilancio per ristorare il lavoro reso da altri dirigenti impegnati nell’emergenza, senza specificare che tali fondo sono, contrattualmente, nella loro totalità, già destinati al personale a prescindere dalla premialità”.

La narrazione li vuole eroi, la realtà invece vuole medici non retribuiti come dovrebbero. In pratica, saranno gli stessi medici a pagare i propri colleghi “CoVid”.

Oltretutto, i sanitari aspettano da anni di vedersi riconosciuti emolumenti che sono ancora in fase di ricalcolo: “Dal 2011 – spiega un medico- non sono mai stati fatti conguagli anno per anno.

Ad ottobre vi è stata una prima sanatoria, ma dal 2016 al 2019 non s’è fatto nulla. Ora quei soldi, che spettano già ai medici, devono essere girate ai colleghi CoVid. Ancora una volta il peso di questa emergenza è sulle nostre spalle”.

“Non siamo più disposti a tollerare atteggiamenti ostracistici, aggressivi e scarsamente considerativi con ennesimi rinvii sulle questioni dei Diritti sanciti contrattualmente.

Quindi niente elemosine preamianti elargite con fondi dei Dirigenti ma solo i nostri sacrosanti diritti.

Pertanto – dicono i sindacati- nel dichiarare lo stato di agitazione, i dirigenti sanitari della Asl di Foggia interrompono le relazioni e i tavoli tecnici attivati fino a che non sarà predisposto un cronoprogramma concreto e fattibile di risposta alle loro rivendicazioni”.

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