Quella volta che Arthur Miller visitò Monte Sant’Angelo

Quando lo scrittore Miller passeggiava per le viuzze di Monte

Foggia Reporter

Arthur Miller è stato uno scrittore statunitense di notevole fama ma, forse, non tutti sanno che nel 1948 visitò la perla bianca del Gargano, Monte Sant’Angelo.

Lo scrittore, durante uno dei suoi viaggi, decise di raggiungere il Gargano per ripercorrere le proprie radici ebraiche.

L’interessante viaggio a Monte Sant’Angelo gli permise di scrivere un’appassionato racconto, intitolato per l’appunto Monte Sant’Angelo.

Questo racconto, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, è stato tradotto, analizzato e commentato da due docenti pugliesi, Mariantonietta Di Sabato e Cosma Siani.

L’intellettuale che balzò agli onori della cronaca mondiale dopo il matrimonio con la diva Marilyn Monroe, decide di raggiungere il paesino garganico per ricostruire il suo passato: lo scrittore, infatti, è alla ricerca delle sue radici e ha saputo che nella cittadina in provincia di Foggia vive una sua vecchia zia.

Il racconto di Miller appare nel 1951 sull’autorevole rivista “Harper’s Magazine”. Successivamente è stato tradotto in italiano dalla Rizzoli nel 1970.

Lo scrittore di “Morte di un commesso viaggiatore” ricerca la propria identità e lo fa partendo dai suoi avi, sepolti nella cripta della chiesa del paesino garganico.

Miller arriva a Monte Sant’Angelo con l’amico Jim Longhi. La cittadina dell’Arcangelo Michele colpì moltissimo lo scrittore statunitense, rappresentava per lui il suo passato, la sua culla, il suo nido.

Amò per tutta la vita Monte. Si racconta che durante l’ultima visita del suo amico Longhi, Miller ricordando quel loto viaggio, con aria malinconica, gli disse: “Jim, Monte Sant’Angelo è diventata a tourists’ trap” (una trappola per turisti).

“Come è strana la vita”, dice Longhi, ricordando Miller nella postfazione del libro, “lui aveva novant’anni e pensava ancora a Monte Sant’Angelo”.