BARI – “Abbiamo una dotazione di 11 milioni e mezzo di euro per l’Area Interna del Gargano, a cui si aggiungono circa 1 milione e 200 mila euro focalizzati sulle strade: siamo oltre il 15 per cento dei circa 74 milioni destinati complessivamente dalla Regione Puglia alle cinque aree interne. La questione, adesso, non è distribuire queste risorse frazionandole fra cinque Comuni, è decidere insieme quale cambiamento vogliamo produrre sul Gargano attraverso progetti davvero strategici e di impatto”.
Lo ha detto Raffaele Piemontese, assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia, intervenendo a Cagnano Varano all’incontro dedicato alla nuova fase della Strategia per le Aree Interne, che vede il Comune capofila dell’area composta anche da Carpino, Ischitella, Monte Sant’Angelo e Vico del Gargano.
“Fare area interna – ha sottolineato Piemontese – significa affrontare insieme problemi e opportunità che superano i confini comunali: è così che 11 milioni e mezzo possono valere molto di più, diventando leva per attrarre altre risorse e investimenti. E vale anche per il milione e 200 mila euro destinato alle strade: dobbiamo individuare con i sindaci gli interventi capaci di migliorare davvero l’accessibilità dell’intera area”.
La nuova programmazione parte dall’esperienza già maturata su servizi sanitari e sociali, scuola, formazione, mobilità e turismo. Lo stesso ex Convento di San Francesco di Cagnano, sede dell’incontro e quest’anno al traguardo dei 300 anni, è il risultato di più interventi pubblici che hanno restituito a un bene storico una funzione culturale e civica.
“Adesso dobbiamo fare un passo ulteriore: non limitarci a contrastare lo spopolamento, ma aumentare l’abitabilità: servizi, mobilità, lavoro e opportunità devono rendere possibile restare, tornare o scegliere di vivere qui. E dobbiamo trasformare le grandi risorse del territorio in motori di sviluppo: la Laguna di Varano, per esempio, può mettere insieme tutela ambientale, pesca e acquacoltura, ricerca, innovazione e turismo naturalistico”.
“Le aree interne non sono territori da assistere, ma territori su cui investire – ha concluso Piemontese –. La sfida è eliminare gli svantaggi della distanza e mettere a valore ciò che rende unico il Gargano. È su questo cambiamento, non sul numero delle opere realizzate, che dovremo misurare l’efficacia delle risorse investite”.
