Apricena, gruppo consiliare Apricena Futura: “La riduzione del SAD non si giustifica scaricando colpe su altri”

Con una nota stampa il gruppo si è pronunciato sulla ricostruzione fatta dall’Amministrazione al riguardo

Il Gruppo consiliare Apricena Futura, nel seguente comunicato, respinge con nettezza la ricostruzione diffusa dall’Amministrazione sul presunto “taglio” al SAD comunale.

“Dietro le parole “scelte obbligate” e “strumentalizzazioni” si intravede un obiettivo chiaro: spostare la responsabilità politica della riduzione del SAD su Ada Soccio, costruendo un collegamento artificioso tra due capitoli di spesa che, nei fatti e negli atti, sono distinti.

Colpisce, inoltre, la ripetitività con cui l’Amministrazione insiste nel riportare tutto sul Centro Anziani, come se bastasse nominarlo continuamente per rendere credibile una tesi che i numeri non confermano. È un modo per alimentare un sospetto e provare ad addossare ad Ada Soccio – che di quel presidio è stata tra le principali artefici, contribuendone negli anni alla crescita – colpe che non le appartengono.

Il punto è semplice: se la Giunta ha già individuato autonomamente le risorse per il Centro (peraltro eseguendo tagli ingiustificati al personale storico per introdurre 4 borse lavoro, con effetti peggiorativi prevedibili sulla continuità socio-relazionale), allora la riduzione del SAD comunale non è una conseguenza “necessaria”. La deliberazione di Giunta n. 347 dell’11.12.2025 è chiara: il Comune ha previsto risorse e ha indicato la copertura attraverso il Fondo di Solidarietà Comunale (FSC). Dunque, se la copertura è stata individuata con un atto ufficiale, la scelta di ridurre il SAD comunale resta una scelta autonoma, e come tale politicamente contestabile: non può essere “assolta” raccontando che è stata fatta per salvare altro.

C’è un altro dato che l’Amministrazione omette: le criticità finanziarie erano già note e già discusse in sede istituzionale, in tempi non sospetti. I verbali del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito (n. 9 del 05.08.2025 e n. 11 del 16.10.2025) documentano l’avvio di un confronto e di un percorso di programmazione, anche con l’ipotesi di un tavolo permanente per il triennio 2026–2028. E quei verbali attestano un fatto decisivo: il Sindaco era presente proprio con Ada Soccio alla riunione del 05.08.2025 a San Severo. Quindi non si può sostenere oggi che si sia trattato di una criticità imputabile ad altri.

In questo contesto, la richiesta di anticipare somme (poi richiamata polemicamente dall’Amministrazione) non è il segno di una gestione “sconsiderata”, ma la risposta a una sopravvenienza: la discontinuità del flusso delle quote del Piano di Zona, che fino a quel momento erano arrivate con regolarità. Ed è proprio perché la questione era emersa in sede d’Ambito che deve considerarsi conosciuta dall’intera compagine di governo, Sindaco incluso.

Da un lato, dunque, l’Amministrazione parla di un’asserita “emergenza” e giustifica la riduzione del SAD come inevitabile; dall’altro, però, ammette con un atto formale di aver reperito risorse proprie (FSC) per sostenere il Centro. L’inevitabile domanda che ne consegue logicamente, allora, è: perché ridurre il SAD comunale, che è un servizio integrativo rivolto alle fasce fragili, se la copertura del Centro era già stata individuata?

E’ stata una decisione politica. E una scelta responsabile, se davvero si voleva evitare di incidere sul welfare, avrebbe potuto reperire risorse altrove (trattandosi di somme non rilevanti), ridimensionando ad esempio spese non essenziali e facilmente comprimibili (sono tanti gli esempi possibili, a partire da voci di spesa corrente discrezionali presenti in bilancio), senza colpire servizi che riguardano l’assistenza alle persone.

Per queste ragioni invitiamo l’Amministrazione a smettere di riscrivere la cronologia degli eventi e di costruire nessi causali che gli atti non dimostrano: delle difficoltà si sapeva già, e se ne è discusso mesi fa nelle sedi competenti. Il dato politico resta uno: invece di programmare, sono stati messi i servizi sociali uno contro l’altro, e oggi si tenta di giustificare la riduzione del SAD comunale spostando su Ada Soccio una responsabilità che non è sua.

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