Amministrative Lucera, spunta un probabile quarto candidato sindaco: la DC propone Ciccarelli, lui intanto medita

La buona creanza politica, specie in un periodo delicato come quello della campagna elettorale in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio a Lucera, imporrebbe che i comunicati stampa dei partiti servissero a presentare il proprio candidato sindaco, e non a blandirlo platealmente convincendolo a sciogliere le riserve qualora il presunto tale nutra ancora dubbi sulla sua discesa in campo.

Ma nel paese delle meraviglie, non c’è nulla di cui meravigliarsi.

Se fosse stato diramato anche solo un giorno prima, a buon diritto chiunque avrebbe potuto ipotizzare che si trattasse di un pacchiano pesce d’aprile.

E invece, nella giornata di ieri, la Democrazia Cristiana di Lucera ha proposto ufficialmente la candidatura a sindaco di Stefano Ciccarelli, imprenditore e presidente della Pro Loco.

Profferta avanzata direttamente dal coordinatore provinciale Gerardo Lanza, secondo cui il profilo di Ciccarelli «si caratterizza per un approccio moderato, improntato all’equilibrio e al dialogo». L’idea è nata con l’obiettivo di costruire un progetto amministrativo alternativo «in un quadro politico in cui le altre candidature risultano espressione della stessa coalizione che ha amministrato, congiuntamente e disgiuntamente Lucera, nel corso dell’ultimo quinquennio». Difatti nella corsa alla fascia tricolore figurano il sindaco uscente Giuseppe Pitta, sostenuto dal Campo largo, il centrodestra unito guidato da Nicola Di Battista e la compagine civica Noi per Lucera, di stampo tutoliano, con a capo Vincenzo Checchia. Tutti e tre provengono dall’esperienza della vasta coalizione guidata dall’attuale consigliere regionale Antonio Tutolo, poi disgregatasi, e oggi seguono percorsi distinti.

Su scala nazionale, fino a pochi mesi fa, il partito dello Scudo Crociato faceva riferimento all’ex segretario Totò Cuffaro, che ha rassegnato le dimissioni nel novembre dello scorso anno a causa di un nuovo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria. Attualmente è indagato e agli arresti domiciliari per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Secondo le indagini della Procura di Palermo, Cuffaro avrebbe condizionato appalti, gare e procedure amministrative allo scopo di affidare a dirigenti e funzionari di sua fiducia incarichi strategici nella gestione della sanità e delle infrastrutture idriche.

Si tratta di eventi che arrivano a dieci anni esatti dalla sua scarcerazione nel 2015, dopo la condanna definitiva del 2011 per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, reati commessi quando ricopriva il ruolo di Presidente della Regione Sicilia.

Intrepido estimatore del compianto Silvio Berlusconi (che è tutto dire), l’esperienza politica di Ciccarelli è praticamente nulla: non è mai riuscito a superare il vaglio elettorale nelle ultime due amministrative consecutive.

Nel 2019 si candidò al consiglio comunale, ottenendo appena 198 voti, con la lista civica tutoliana Riscriviamo Lucera, l’unica dell’intera coalizione che non conquistò seggi e composta interamente da riempi-lista. Nel 2020 si ripresentò con la lista civica Lucera al Centro, a supporto di Giuseppe Pitta (poi eletto sindaco) dove raccolse 190 voti e rimase nuovamente fuori dal Consiglio.

Emblematico e al contempo esilarante è un suo post del 2022: una foto scattata al Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento, con la didascalia «Disse il topo alla noce: dammi tempo che ti buco. Arriverà, arriverà». Difficile compiere un salto così ambizioso senza aver prima costruito basi solide, soprattutto nella propria città.

E sembrerebbe che neanche questa volta sia la volta giusta, considerati i dubbi di Ciccarelli nell’accettare la candidatura. Le sue perplessità riguardano diversi aspetti: sarebbe costretto innanzitutto a lasciare la guida dell’associazione e vanificare tutto il suo operato; elettoralmente, è consapevole del possibile scarso consenso che otterrebbe; e sul piano familiare, pesa il fatto di essere amico e cognato di Francesco Finizio, presidente del Comitato Feste Patronali, che collabora a stretto contatto con il sindaco Pitta.

Non va trascurata la figura del fratello di Finizio, Gianni, presidente di una rete di associazioni e imprese che dominano gli eventi cittadini, nonché referente della lista civica SìAmo Lucera, riciclata per sostenere la ricandidatura di Pitta.

Un ulteriore nodo riguarda il fratello Pierluigi Ciccarelli, Amministratore Unico della G.N.G. Srl, società proprietaria del Palazzo Sant’Anna. L’azienda è ormai ai ferri corti con l’Amministrazione comunale, che ha avviato interventi di messa in sicurezza e recupero del complesso, con una previsione di spesa di 70 mila euro, in seguito al mancato adempimento da parte del possidente di un provvedimento del 9 gennaio scorso relativo alla riparazione della palizzata divelta.

Insomma, spetta a Ciccarelli tirare le fila e decidere se accettare la candidatura, valutando pro e contro. Nonostante le consuete voci che circolano in città, anche attraverso i network locali, la sua eventuale discesa in campo sarà confermata solo alla scadenza ufficiale per la presentazione delle liste e delle candidature.

Exit mobile version