Amianto nelle Officine FS di Foggia, Cassazione conferma la condanna: risarcita la famiglia di un ex ferroviere

La vicenda ricostruita dal Corriere del Mezzogiorno

FOGGIA – Dopo oltre undici anni di battaglie giudiziarie e diciassette anni dalla morte del lavoratore, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di Ferrovie dello Stato per il decesso di un ex ferroviere delle Officine Grandi Riparazioni di Foggia, colpito da mesotelioma a causa dell’esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa. A riportare la notizia è il Corriere del Mezzogiorno.

La sentenza chiude una vicenda considerata tra le più emblematiche legate all’utilizzo dell’amianto nel settore ferroviario. L’uomo, originario di Orta Nova e residente a Foggia, aveva lavorato tra il 1969 e il 1971 nelle Officine Grandi Riparazioni come aggiustatore meccanico, occupandosi della manutenzione dei rotabili ferroviari.

Secondo quanto accertato nel corso dei procedimenti, le mansioni svolte lo esponevano quotidianamente a materiali contenenti amianto, in ambienti privi di adeguati sistemi di aerazione e senza efficaci dispositivi di protezione individuale. Le fibre nocive presenti nell’aria avrebbero provocato il mesotelioma diagnosticato nel 2006 e che lo portò alla morte il 28 marzo 2009, all’età di 68 anni.

Dopo il decesso, la moglie e i due figli avviarono un lungo iter giudiziario per ottenere il riconoscimento delle responsabilità e dei danni subiti. Nel corso degli anni i tribunali hanno riconosciuto sia il danno biologico e morale sofferto dal lavoratore sia il danno da perdita parentale subito dai familiari. Le diverse pronunce hanno portato alla liquidazione di oltre un milione di euro complessivi: circa 200 mila euro per i danni riconducibili alla vittima e circa 850 mila euro destinati ai familiari.

La conclusione della vicenda è arrivata però troppo tardi per la vedova, deceduta prima della sentenza definitiva. A portare avanti la battaglia fino all’ultimo sono stati i due figli, che hanno proseguito il percorso intrapreso dalla madre per ottenere giustizia e preservare la memoria del padre. «Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che ha atteso troppo tempo per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilità legate all’esposizione all’amianto nei luoghi di lavoro», ha dichiarato Ezio Bonanni, legale dei familiari e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La decisione della Cassazione rappresenta un ulteriore precedente nelle controversie legate all’esposizione professionale all’amianto e riaccende l’attenzione sulle condizioni di lavoro nelle Officine Grandi Riparazioni di Foggia, dove negli anni numerosi lavoratori sono stati esposti a materiali oggi riconosciuti come altamente pericolosi.

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