Categorie: Cultura e territorio

Alla scoperta della chiesa di Sant’Antonio da Padova

Continua il viaggio virtuale tra fede e cultura

Prosegue il viaggio virtuale alla riscoperta delle nostre radici. Un percorso tra fede, tradizioni, cultura, storia, architettura, legende e devozioni. Il tutto finalizzato alla conoscenza e alla valorizzazione di luoghi che, pur se frequentati quotidianamente, non ci sono noti per il loro reale potenziale storico e artistico. Una città che progetta il futuro ha bisogno della memoria storica. Ecco perché è importante, e doveroso, conoscere ed informarsi.

Oggi ho fatto tappa nel quartiere adiacente la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio da Padova. Si tratta di un rione periferico, che presenta diverse problematiche di natura economica, la disoccupazione, l’abbandono e la dispersione scolastica. Vicino all’omonimo complesso ecclesiastico sorge l’Istituto “F. Smaldone” che si occupa principalmente della formazione e della crescita di persone affette da sordità.

Arrivato davanti la chiesa, resto qualche istante fuori dal cancello per osservarla in tutta la sua imponenza. Poi, incontro delle persone del quartiere che, vedendomi interessato, hanno iniziato a raccontarmi com’è nata quella struttura.

La storia

Nel 1962, il piano regolatore della città di Foggia prevedeva che nel Tratturo “S. Lorenzo” venissero costruite una serie di case popolari. I terreni della zona Pantanella furono acquistati dall’Istituto Case Popolari. Fu questa l’occasione che spinse l’allora Ministro Provinciale dei Frati Minori a comprare parte del suolo edificabile per far costruire la Chiesa e l’annesso Convento di Sant’Antonio.

Nel frattempo, in attesa di progetti e finanziamenti, in quel rione in crescente sviluppo, Mons. Lenotti, nel 1966, istituì la nuova Parrocchia intitolata a proprio a Sant’Antonio da Padova e l’affidò alla cura dei Frati Minori. Il Padre Provinciale assegnò il progetto della Chiesa ad un architetto ebreo di origine polacca, che conferì all’opera l’impronta della sua spiccatissima personalità creativa. Fu un progetto costoso. Il Comune, per attuare il piano regolatore in quella zona periferica della Città, fece realizzare le strade nel quartiere.

La costruzione della Chiesa durò cinque anni e, nel 1977, il Card. F. Antonelli benedisse il nuovo tempio, aprendolo ufficialmente al culto.

L’attività pastorale, svolta con impegno e zelo dai vari Parroci che si sono succeduti nella guida della comunità parrocchiale, è andata via via intensificandosi. Nel 1991 si svolse in Parrocchia una missione popolare che portò importanti frutti spirituali e che è ancora viva nella memoria collettiva.

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Pubblicato da
Valerio Palmieri