Agricoltura, svolta a Foggia: voto unanime in Consiglio per portare in Capitanata la CUN del grano duro

FOGGIA – Storica unanimità a Palazzo di Città. Il Consiglio comunale di Foggia si compatta a difesa dell’agricoltura locale e approva all’unanimità un cruciale ordine del giorno per chiedere la collocazione a Foggia della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro. L’atto, che vede come primo firmatario il consigliere comunale Pasquale Cataneo, segna un punto di svolta politico e impegna l’amministrazione a coinvolgere gli altri Comuni, la Provincia di Capitanata e la Regione Puglia.

Cataneo: «Sede al Sud per motivi storici, produttivi ed economici»

L’obiettivo è applicare per questa CUN, l’unica del Mezzogiorno, i medesimi criteri che hanno stabilito la sede delle altre 7 CUN a Verona, Mantova, Parma e Forlì.

«Chiediamo maggiore trasparenza sui prezzi nella catena del valore, lo stop alle speculazioni, maggiore sicurezza alimentare e la valorizzazione della Capitanata e dell’intera Puglia che, da sola, produce circa un quarto del frumento duro italiano -afferma il consigliere Cataneo- tale primato consolida quello dell’intero Mezzogiorno come area di maggior produzione. Ergo, con tutto il rispetto per la Capitale, la sede per motivi storici, produttivi ed economici deve essere al Sud, a Foggia».

Subito dopo il voto, Cataneo ha espresso profonda gratitudine a tutta l’Assise e alla Sindaca Episcopo, che ha fatto sua la battaglia per l’approvazione dell’O.d.G. anche dagli altri 59 Comuni foggiani (Serracapriola ha già risposto positivamente). Unità d’aula tra maggioranza e opposizione per difendere un settore strategico: la provincia di Foggia, con oltre 379 milioni di euro di fatturato su 1.224 milioni complessivi nel 2024, è la prima in Puglia.

L’allarme ISMEA: costi insostenibili e prezzi in perdita

L’atto approvato poggia su una drammatica base tecnica tracciata dai monitoraggi ISMEA e dal grafico della catena del valore della pasta (2017-2023) diffuso anche da Rai 3. I dati evidenziano una forbice insostenibile per gli agricoltori:

·         I costi al Sud: Il costo medio di produzione per il grano duro nell’Italia centro-meridionale si attesta a 318 € a tonnellata, superando i 1.170 € a ettaro in pianura.

·         Il crollo dei listini: Sulla Borsa Merci di Foggia i prezzi reali oscillano sotto questa soglia, generando una perdita media del -7% per ogni ettaro coltivato.

·         I rincari strutturali: A pesare sui bilanci sono i forti aumenti di concimi, sementi certificate, fitosanitari, carburanti, manodopera e contoterzismo, oltre alla concorrenza sleale dei prodotti extra-UE e

·         L’effetto TAR: Dopo la recente sentenza del TAR del Lazio che ha azzerato i vecchi schemi di monitoraggio ministeriali, la centralità della CUN a Foggia diventa urgente per guidare la ricostruzione di un sistema trasparente e condiviso.

Gli obiettivi strategici approvati

La mozione impegna formalmente la Sindaca e la giunta a farsi portavoce presso il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) e la Regione Puglia per raggiungere tre traguardi vitali:

  1. Sede CUN a Foggia: Trasferimento fisico da Roma alla Capitanata per riconoscerne il primato produttivo e storico come già in essere per le altre CUN.
  2. Prezzi Etici: Stop alle quotazioni sotto i costi di produzione e garanzia di una soglia minima di redditività per gli agricoltori nella catena del valore dei prodotti da grano.

3.    Contrasto all’Import: Monitoraggio rigido del grano estero con indispensabili controlli tossicologici per salvaguardare la salute dei consumatori e il prodotto locale.

Verso il tavolo ministeriale

Il voto unanime cancella ogni colore politico di fronte a una crisi che schiaccia i produttori. «Non si possono più subire decisioni deleterie per il reddito e le famiglie degli agricoltori e la compattezza dei Comuni di Capitanata, della Puglia e delle altre regioni del Mezzogiorno rafforzerà ulteriormente le sacrosante motivazioni del territorio nei futuri tavoli romani e regionali a partire dallo spostamento della sede della CUN a Foggia», conclude Cataneo.

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