FOGGIA – Domani i termometri a Foggia e Taranto segneranno 33 gradi. Un balzo termico improvviso di fine maggio che, in condizioni normali, verrebbe archiviato come un normale anticipo d’estate. Ma per le campagne della Capitanata e della Puglia, oggi, questa fiammata africana rappresenta l’innesco di una crisi sistemica. Non si tratta solo di meteo: è l’effetto combinato di anomalie climatiche e di dinamiche economiche che stanno portando le aziende agricole al limite della tenuta finanziaria, con aumenti dei costi di produzione complessivi che raggiungono il 45%. L’allarme lanciato da Coldiretti Puglia apre uno squarcio su una realtà in cui l’acqua e l’energia si sono trasformate in fattori di spesa critici che i produttori faticano a sostenere.
Con l’arrivo repentino del caldo, il fabbisogno idrico delle colture è esploso. Ortaggi, frutteti, pomodori da industria e vigneti richiedono interventi irrigui immediati per non compromettere i raccolti. Tuttavia, l’attivazione dei sistemi di irrigazione d’emergenza si scontra con una barriera economica pesante: il prezzo del gasolio agricolo. Coldiretti Puglia evidenzia come il caro carburanti incida direttamente su ogni fase della produzione. Non si tratta solo di alimentare i trattori per le lavorazioni nei campi, ma di sostenere i costi energetici per il pompaggio dell’acqua e per la gestione quotidiana delle serre. In questo modo, proteggere le piante dalla siccità si traduce in un automatico e pesante aggravio sui bilanci aziendali.
L’analisi dei costi operativi rivela che il carburante è solo una parte del problema. Il comparto agricolo regionale è colpito da rincari senza precedenti sulle materie prime, trainati dalle tensioni internazionali e dall’impennata dei costi energetici globali. Coldiretti denuncia, inoltre, aumenti fino all’85% per l’urea, fertilizzante fondamentale per molte colture, mentre il nitrato ammonico è aumentato del 38%. A subire l’impatto maggiore in questa fase sono i settori chiave dell’economia agricola pugliese: le colture orticole, i vigneti, i frutteti e la filiera del pomodoro da industria. L’aumento delle temperature rischia di ridurre i margini di produzione di queste colture specializzate, pilastri del Made in Italy agroalimentare.
Di fronte a questa situazione, Coldiretti Puglia non chiede sussidi temporanei, ma interventi urgenti e strutturali per difendere il tessuto produttivo dal “clima impazzito” e dall’aumento incontrollato dei costi. Per Coldiretti Puglia servono interventi urgenti per sostenere le imprese agricole contro gli effetti del clima impazzito e dell’aumento incontrollato dei costi di produzione, a partire dal contenimento del prezzo del gasolio agricolo, dal sostegno ai fertilizzanti e dagli investimenti in sistemi irrigui più efficienti e sostenibili. (foto https://www.ilnuovoagricoltore.it/)
