ROMA – La morte di Valentino Garavani, maestro assoluto dell’alta moda italiana, segna la fine di un’epoca fatta di eleganza senza tempo, rigore sartoriale e bellezza come forma di disciplina. Lo stilista che ha vestito regine, dive e capi di Stato lascia un’eredità culturale che va ben oltre le passerelle.
A raccontarne il lato più intimo e umano è anche il libro del giornalista e scrittore foggiano Tony Di Corcia, che ripercorre la parabola creativa e personale di Valentino attraverso aneddoti, immagini e riflessioni sul senso profondo del suo lavoro. Non solo lo stilista del celebre “rosso”, ma un uomo capace di trasformare la moda in linguaggio universale, fatto di misura, silenzio e perfezione.
Nel racconto di di Corcia emerge un Valentino consapevole del proprio ruolo storico, ma mai prigioniero dell’effimero: un artista che ha difeso la classicità come atto rivoluzionario. Con la sua scomparsa, la moda perde un riferimento assoluto. Restano le sue creazioni e le parole di chi, come Tony Di Corcia, ne ha custodito e tramandato la memoria.
